Il 2017 sta per chiudersi con l’ennesimo record per l’autonoleggio ma per gli operatori del settore non c’è molto da festeggiare. Nella bozza della legge di Bilancio le automobili sono state escluse dall’elenco dei beni strumentali che possono usufruire del superammortamento, che l’anno prossimo scenderà dal 140% al 130%. Viene così meno uno dei più importanti driver che hanno sostenuto la crescita negli ultimi due anni. «Le autovetture sono state escluse perché il governo sostiene che l’intero comparto automobilistico è in salute e non ha quindi bisogno di sostegni — fa il punto della situazione Andrea Cardinali, presidente di Aniasa, l’associazione degli operatori dell’autonoleggio — Questo ragionamento è però miope per il semplice fatto che il settore va bene anche grazie al superammortamento. L’esecutivo sbaglia anche quando giustifica la propria decisione adducendo la mancanza di coperture per l’incentivo fiscale: il superammortamento non ha bisogno di coperture perché ha già mostrato di fare addirittura crescere il gettito fiscale. Si tratta quindi di una misura che favorisce sia il mercato sia l’Erario e non c’è quindi motivo per cancellarla».

Il presidente di Aniasa fa infatti notare come il minor gettito fiscale da parte delle aziende che effettuano investimenti in beni strumentali usufruendo del superammortamento è più che compensato da altre entrate, a partire dal gettito Iva. Cardinali spiega poi che non è solo il settore dell’autonoleggio ad essere preoccupato delle novità contenute nella bozza della legge di Bilancio ma tutta la filiera dell’industria automobilistica: «Stiamo lavorando di concerto con tutti gli altri operatori del settore auto per scongiurare una decisione che potrebbe costare decine di migliaia di immatricolazioni in meno nel 2018». Per il mercato ci sarebbe inoltre un duplice effetto negativo: molte aziende si apprestano a sfruttare l’ultima finestra del 2017 per ampliare il proprio parco macchine usufruendo del superammortamento: la normativa consente infatti di beneficiare dell’incentivo con un ordinativo emesso entro il 31 dicembre, un anticipo del 20% sull’importo di fattura e una consegna entro il 30 giugno 2018. Questa logica, seppur giustificata dalla scadenza dell’incentivo, non corrisponde però a una corretta gestione del business. «Senza il superammortamento e con una flotta sovradimensionata in seguito agli acquisti, almeno nella prima parte dell’anno, il 2018 inizierà senza dubbio in salita per il mercato». Il governo, tra l’altro, non ha al momento neanche voluto accogliere la richiesta avanzata da Aniasa di inserire il car sharing nel bonus mobilità (250 euro): «Peccato che il car sharing sia a tutti gli effetti un servizio di trasporto pubblico. E, se l’esecutivo deciderà di mettere la fiducia sulla legge, non ci sarà neanche la possibilità di farlo passare come emendamento». «Nonostante queste preoccupazioni, non ci fasciamo la testa — prosegue Cardinali — La ripresa economica del Paese sta finalmente iniziando a farsi sentire e il settore dell’autonoleggio si appresta a chiudere un anno da incorniciare ».

Nel 2016 è stata superata per la prima volta la soglia dei 6 miliardi di euro di fatturato e questo valore è destinato a crescere ulteriormente nel 2017, addirittura a doppia cifra. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, il noleggio a lungo termine, che rappresenta quasi i cinque sesti del giro d’affari dell’intero settore, ha fatto registrare un balzo del fatturato del 14% salendo a 3,5 miliardi di euro. Il miglioramento in valori assoluti è dunque nell’ordine dei 400 milioni. La crescita del parco macchine è andata di pari passo con questo trend: al 30 giugno il totale dei veicoli destinati al noleggio a lungo termine era di 757.000 unità, il 12% in più rispetto a dodici mesi prima. Nella seconda parte dell’anno, di cui non sono ancora disponibili i dati sul giro d’affari, la crescita potrebbe aver fatto addirittura meglio. Almeno questo è quello che si evince dai dati sulle immatricolazioni: da gennaio a ottobre il settore dell’autonoleggio ha raggiunto le 382.000 immatricolazioni, superando così abbondantemente le 366.000 dell’intero 2016 e facendo registrare un +17,8% rispetto allo stesso periodo del 2016. Questo dato potrebbe ovviamente migliorare ancora di molto nel caso in cui il superammortamento non venga effettivamente rinnovato e le aziende sfruttino la finestra che resta aperta fino al 31 dicembre. Da gennaio a ottobre a trainare la corsa è stato il noleggio a breve termine (+19,9% a 154.715), seguito comunque a breve distanza dal lungo termine (+16,4% a 228.242 unità).

L’autonoleggio sta trascinando l’intero mercato dell’automobile nel suo complesso che cresce sì ma non agli stessi ritmi (+8,6%). Oggi più di un’auto su cinque venduta in Italia (22,5%) viene immatricolata da una società di autonoleggio, un valore in crescita rispetto al 20,7% di dodici mesi prima. Continua a crescere il car sharing che si sta affermando soprattutto nelle grandi città, a partire da Milano, e aumenta il numero delle aziende che decidono di far ricorso al noleggio a lungo termine invece che puntare su un parco macchine di proprietà. Questa logica, dettata da un’analisi dei costi — il più delle volte noleggiare costa meno che possedere — si sta lentamente facendo largo anche fra i privati. Per parte loro le società dell’autonoleggio stanno mettendo a punto offerte sempre più tagliate sulle loro esigenze. «Abbiamo sempre le maniche rimboccate e non ci tiriamo indietro di fronte alle sfide — conclude Cardinali — Anche quando ci troviamo sulla strada degli ostacoli di cui non si capisce la ratio». Nel 2016 è stata superata per la prima volta la soglia dei 6 miliardi di euro di fatturato del settore 6 MILIARDI DI EURO Il settore dell’autonoleggio si appresta a chiudere l’anno con un altro record. Nel 2016 era stata superata per la prima volta la soglia dei 6 miliardi di euro di fatturato, ma nel 2017 si prevede una crescita a doppia cifra.

 

fonte: La Repubblica