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17/09/2026

Bollo auto 2027: chi non paga, chi resta fuori e il nodo del noleggio

Il 16 settembre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che cancella il bollo per il 2027 a una fetta molto larga di automobilisti italiani. Nelle ore successive la misura è stata raccontata come abolizione, come sospensione e come sconto. Sono tre cose diverse, e la differenza si vede sul conto corrente.

C’è poi un dettaglio rimasto ai margini della cronaca. Nel 2027 entra in vigore anche un’altra norma, pubblicata in Gazzetta Ufficiale ad agosto, che cambia chi è tenuto a pagare il bollo sulle auto a noleggio. Le due misure si incrociano, e per chi ha un contratto in corso la risposta cambia a seconda di come è scritto.

Cosa ha approvato davvero il Consiglio dei ministri

La misura è dentro il decreto legge con le disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, approvato nella riunione numero 189 del Consiglio dei ministri.

Il comunicato ufficiale parla di esenzione dal pagamento del bollo per un veicolo. I beneficiari sono le persone fisiche proprietarie di autovetture e i soggetti in leasing o noleggio, limitatamente ai veicoli a benzina o gasolio, anche ad alimentazione ibrida, di potenza non superiore a 80 kW.

Il Governo stima che la misura riguardi circa 14,5 milioni di veicoli, cioè oltre il 70% delle auto in circolazione più tutti i motocicli. Alle Regioni, che sul bollo incassano il gettito, è previsto un trasferimento compensativo: la bozza indica 2.293,5 milioni di euro per il 2027, con oneri complessivi intorno ai 2,36 miliardi.

Nello stesso decreto è entrato anche il taglio dell’accisa sul gasolio: 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre 2026, poi 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre, effetti IVA compresi.

Abolizione o sospensione: la parola conta

Il Governo ha comunicato la misura come abolizione. Il testo approvato copre i versamenti con scadenza ordinaria nel 2027 e il comunicato di Palazzo Chigi la colloca esplicitamente “nella prospettiva di una successiva abolizione a regime del tributo”.

Tradotto: per ora è un anno. L’intenzione dichiarata è renderla strutturale con la prossima legge di bilancio, ma finché quella norma non esiste, il 2028 resta regolato dalle regole ordinarie.

C’è un secondo motivo per non dare nulla per definitivo. Un decreto legge entra in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e va convertito dal Parlamento entro sessanta giorni. In conversione il perimetro può cambiare, ed è successo spesso a misure fiscali di questo tipo.

La soglia degli 80 kW: come si legge

Il criterio è la potenza del motore, non la cilindrata e nemmeno i cavalli dichiarati nelle brochure. Ottanta kW corrispondono a circa 109 CV.

Dove si trova il dato esatto

Il numero che conta è nel libretto di circolazione, al campo P.2, che riporta la potenza massima netta in kW. È lo stesso valore usato oggi per calcolare il bollo, quindi chi ha in mano una ricevuta di pagamento recente ha già l’informazione sotto gli occhi. In alternativa si recupera dal portale dell’Automobilista inserendo la targa.

Attenzione a un dettaglio che genera confusione: il P.2 non riporta la potenza di picco dichiarata dal costruttore. Un’auto pubblicizzata a 115 CV può risultare sotto soglia sul libretto, e viceversa. Vale il documento.

Ibride, plug-in ed elettriche

Le ibride rientrano, comprese le plug-in, purché il valore del campo P.2 resti entro gli 80 kW. Per questi veicoli il bollo si calcola sulla potenza del motore termico e non sulla potenza di sistema complessiva, quindi diverse ibride con schede tecniche generose restano dentro la soglia.

Le auto elettriche non sono toccate da questa misura, ma non perché siano state penalizzate. Hanno già un loro regime: esenzione totale per i primi cinque anni dalla prima immatricolazione e, dal sesto in poi, un importo ridotto al 25% di quello di un veicolo termico di pari potenza nella maggior parte delle Regioni. Il Piemonte applica l’esenzione senza limiti di tempo.

Moto e ciclomotori

I motocicli rientrano tutti, senza limite di potenza. La logica del decreto però resta quella del veicolo singolo: chi non possiede un’auto entro gli 80 kW può usare l’esenzione su un motociclo o un ciclomotore.

Quali modelli rientrano

Il decreto non contiene nessun elenco di modelli. Fissa una soglia di potenza, e la soglia si applica alla singola versione. Le liste di auto esenti che stanno circolando in queste ore sono ricostruzioni giornalistiche: utili per farsi un’idea, fragili se prese alla lettera. Della stessa vettura può esistere una motorizzazione che rientra e una, più potente, che resta fuori.

Queste sono alcune delle versioni più diffuse sul mercato italiano, con la potenza che compare sul libretto.

VersionePotenza dichiarataCampo P.2
Fiat Panda 1.0 FireFly Hybrid70 CV51 kW
Fiat 500 1.0 Hybrid70 CV51 kW
Toyota Aygo X 1.072 CV53 kW
Opel Corsa 1.275 CV55 kW
Peugeot 208 PureTech 7575 CV55 kW
Dacia Sandero TCe 9090 CV67 kW
Fiat Grande Panda Hybrid 100100 CV74 kW
Jeep Avenger 1.2 Turbo100 CV74 kW
Citroën C3 Hybrid 110110 CV di sistema74 kW (termico)
Dacia Duster Hybrid 155155 CV di sistema80 kW (termico)

I valori si riferiscono alla motorizzazione indicata. Model year e allestimento possono cambiare la potenza omologata, quindi il confronto va fatto sul proprio libretto e non sulla tabella.

Un veicolo a testa, e vince il più piccolo

L’esenzione vale per un solo veicolo per persona. Se qualcuno possiede più mezzi che rispettano i requisiti, il beneficio si applica automaticamente a quello di potenza minore, cioè a quello con il bollo più basso.

È una scelta che riduce parecchio il costo della misura e che ha una conseguenza pratica poco intuitiva. Chi ha una Panda e una berlina da 75 kW non sceglie: l’esenzione va sulla Panda. Sulla berlina continua a pagare.

Il conteggio è per persona, non per famiglia. Tre auto intestate a tre familiari diversi, tutte sotto soglia, restano tre esenzioni distinte.

Quanto vale, in euro

Il bollo si calcola moltiplicando i kW del campo P.2 per una tariffa fissata dalla Regione. Per le auto Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 le tariffe regionali vanno indicativamente da 2,58 a 3,12 euro per kW entro i primi 100 kW. Le classi ambientali più vecchie pagano di più.

Potenza (campo P.2)Tariffa minima 2,58 €/kWTariffa massima 3,12 €/kW
51 kW131,58 euro159,12 euro
63 kW162,54 euro196,56 euro
70 kW180,60 euro218,40 euro
80 kW206,40 euro249,60 euro

Gli importi in tabella sono calcolati applicando le tariffe alla potenza e servono come ordine di grandezza. La cifra esatta dipende dalla Regione di residenza, dalla classe ambientale e da eventuali riduzioni locali già attive, quindi va verificata sul proprio avviso di pagamento.

Chi resta fuori

L’esenzione è costruita sulle persone fisiche. Restano quindi escluse le auto intestate a società, enti e soggetti diversi da una persona fisica.

Il caso più frequente è l’auto aziendale assegnata a un dipendente: il veicolo è intestato all’impresa, il bollo lo paga l’impresa, e chi guida non ottiene nulla. Stesso discorso per le flotte aziendali e partite IVA con veicoli intestati alla società.

Fuori anche i veicoli oltre gli 80 kW, a prescindere da tutto il resto.

Il nodo del noleggio a lungo termine

Qui la copertura giornalistica si è divisa, con titoli che davano il noleggio dentro e altri che lo davano fuori. La confusione nasce da una norma diversa, approvata un mese prima e passata quasi inosservata.

Dal 2027 cambia chi è tenuto a pagare

Il decreto legislativo 7 agosto 2026 numero 147, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto, riordina la tassa automobilistica. L’articolo 16 anticipa al 1° gennaio 2027 una modifica sostanziale: per i veicoli in locazione a lungo termine senza conducente il soggetto passivo diventa l’utilizzatore indicato nel contratto annotato al Pubblico registro automobilistico, non più la società proprietaria.

Cambia anche la Regione che incassa, che diventa quella dove si svolge l’attività ordinaria e prevalente dell’utilizzatore invece di quella della sede legale della società di noleggio. La nuova regola si applica ai contratti stipulati o rinnovati a partire da quella data.

Dal 2028 arriva il secondo pezzo della riforma, con il bollo annuale in un’unica soluzione ancorato al mese di immatricolazione.

Cosa significa per chi ha un’auto a noleggio

Il comunicato di Palazzo Chigi include tra i beneficiari dell’esenzione i soggetti in leasing e noleggio, non solo i proprietari. La discriminante non è quindi la formula contrattuale ma chi risulta obbligato al versamento.

Se il contratto è intestato a una persona fisica, il veicolo sta entro gli 80 kW e l’obbligo di pagamento ricade sull’utilizzatore, l’esenzione dovrebbe applicarsi. Se invece il bollo resta in capo alla società, incluso nel canone e versato da lei, il soggetto passivo è un altro e l’esenzione segue quella posizione.

È il motivo per cui vale la pena guardare cosa è compreso nel canone mensile prima di dare per scontato un risparmio. Nel noleggio a lungo termine il bollo è quasi sempre una delle voci incluse, e la gestione amministrativa resta in capo all’operatore anche quando il soggetto passivo formale cambia.

Su questo punto però il testo definitivo non è ancora pubblicato, e il coordinamento tra le due norme è esattamente il tipo di dettaglio che si chiarisce con le disposizioni attuative. Chi ha un contratto in corso farà bene ad aspettare la comunicazione del proprio operatore invece di fare conti adesso.

Cosa non è ancora deciso

Conviene separare quello che il comunicato dice per iscritto da quello che è stato dedotto nelle ricostruzioni di stampa.

  • Il decreto non risultava ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale al momento della stesura di questo articolo, e va convertito in legge entro sessanta giorni.
  • Alcune ricostruzioni indicano tra i requisiti che il veicolo sia regolarmente assicurato. Il comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri non lo menziona, quindi il punto va confermato sul testo definitivo.
  • Il trattamento delle auto cointestate non è chiarito: se l’esenzione spetti per intero, in quota, o a uno solo dei cointestatari.
  • Le procedure operative sono da definire. L’orientamento è che l’esenzione venga riconosciuta in automatico dagli archivi regionali e ACI, senza domanda, ma le istruzioni non ci sono ancora.

Cosa conviene fare adesso

Le scadenze del 2026 restano dovute per intero. La misura riguarda i versamenti con scadenza ordinaria nel 2027, quindi chi salta un pagamento quest’anno rischia sanzioni per una tassa che non è stata cancellata.

Due controlli bastano. Il campo P.2 sul libretto dice in trenta secondi se si è dentro o fuori. Prima della scadenza del 2027 conviene poi verificare sul portale della propria Regione o sui servizi ACI che l’esenzione sia stata applicata davvero.

Chi sta valutando un’auto nuova nei prossimi mesi ha un elemento in più da mettere nel conto, perché la soglia degli 80 kW attraversa parecchi allestimenti dello stesso modello. Tra due versioni vicine per prezzo, una dentro e una fuori, la differenza sul bollo pesa. Vale anche quando si confrontano le offerte a lungo termine disponibili, dove la potenza del veicolo incide su una voce che oggi viaggia dentro il canone.

Domande frequenti sul bollo auto 2027

Devo pagare il bollo in scadenza nel 2026?

Sì. L’esenzione riguarda i versamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Le scadenze del 2026 vanno pagate normalmente, altrimenti scattano sanzioni e interessi.

Come faccio a sapere se la mia auto sta sotto gli 80 kW?

Il valore è nel libretto di circolazione al campo P.2, che indica la potenza massima netta in kW. Non vanno usati i cavalli dichiarati dal costruttore né la cilindrata. Lo stesso dato si recupera dal portale dell’Automobilista inserendo la targa.

Ho due auto sotto gli 80 kW: posso scegliere su quale applicare l’esenzione?

No. Quando una persona possiede più veicoli in regola con i requisiti, l’esenzione si applica a quello di potenza minore. Sugli altri il bollo resta dovuto.

Devo presentare una domanda per ottenere l’esenzione?

L’orientamento è che il riconoscimento avvenga in automatico attraverso gli archivi regionali e ACI, senza istanza da parte del contribuente. Le istruzioni operative però non sono ancora state pubblicate, quindi conviene verificare l’esenzione sul portale della propria Regione prima della scadenza.

Un’auto aziendale o a noleggio rientra nell’esenzione?

Dipende da chi è obbligato al versamento. I veicoli intestati a società ed enti restano esclusi. Per leasing e noleggio a lungo termine il comunicato del Consiglio dei ministri include tra i beneficiari anche gli utilizzatori, ma il coordinamento con le nuove regole sul soggetto passivo in vigore dal 2027 sarà definito nel testo pubblicato.

Questa pagina viene aggiornata quando il decreto arriva in Gazzetta Ufficiale e quando escono le istruzioni operative. Per sapere quali voci sono già comprese in un canone di noleggio, e se il bollo è tra queste, la strada più rapida resta farsi dare il dettaglio del proprio contratto.

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