Posti da visitare in Lombardia: la guida fuori rotta
La Lombardia turistica che conosce la maggior parte dei visitatori occupa uno spazio abbastanza piccolo: il Duomo, qualche weekend sul Garda, Bergamo alta per un aperitivo. Il resto della regione funziona in silenzio. Borghi medievali rimasti intatti perché le ferrovie dell’Ottocento li hanno ignorati. Laghi alpini dove le barche a motore sono vietate per legge. Strade scavate nella roccia a inizio Novecento che ancora oggi richiedono la prima marcia. Un villaggio operaio UNESCO che quasi nessuna guida nomina in prima pagina.
Per molti di questi posti l’auto non è un’alternativa comoda al treno. È l’unico mezzo che funziona. Questa guida raccoglie i posti da visitare in Lombardia rimasti fuori dai circuiti di massa: borghi, laghi minori, strade panoramiche, archeologia industriale e presidi medievali, ognuno con le indicazioni pratiche su accesso, parcheggio e durata della visita.
Borghi medievali: quelli che i treni hanno salvato per sbaglio
Molti dei borghi meglio conservati della Lombardia lo sono per una ragione paradossale: il progresso li ha dimenticati. Quando le ferrovie e le strade principali scavalcavano le valli nel XIX e XX secolo, questi centri perdevano la centralità commerciale. Senza traffico e senza sviluppo edilizio, l’impianto medievale restava lì. Oggi quella marginalità è diventata il loro valore principale.
Cornello dei Tasso — Val Brembana (BG)
Cornello dei Tasso è uno dei borghi medievali più integri della Lombardia. Era il punto di controllo della via Mercatorum, la rotta commerciale che attraversava le Alpi verso il nord Europa: qui si fermavano i mercanti, si pagavano i pedaggi, si pernottava. La famiglia Tasso, originaria di questo nucleo, gestì per secoli il sistema postale del Sacro Romano Impero, la stessa che poi, con il nome Thurn und Taxis, divenne una delle più potenti d’Europa.
Quando nel Settecento fu costruita la via Priula a fondovalle, il borgo rimase tagliato fuori. L’impianto medievale si fermò lì: via porticata, palazzo dei Tasso, mulattiera lastricata. Tutto intatto. Il museo interno è piccolo ma curato: racconta le origini delle poste moderne con una precisione che sorprende. Da qui parte anche un sentiero di trenta minuti verso la frazione di Oneta, dove si trova la Casa di Arlecchino.
- Come arrivare: Statale SS470 della Val Brembana fino a Camerata Cornello
- Parcheggio: Via Orbrembo (Ostello Brembo), via Roma, pista ciclabile di fondovalle
- A piedi: 5-10 minuti su mulattiera fino al borgo
- Durata: 1-2 ore (+ 30 minuti per la deviazione verso Oneta)
Bienno — Val Camonica (BS)
Bienno ha costruito la propria ricchezza sul ferro. Situato nella Val Grigna, laterale della Val Camonica, fu per secoli un centro di produzione di armi bianche e attrezzi agricoli. Il segreto era il canale artificiale Vaso Rè, che devia le acque del torrente Grigna per alimentare fucine e mulini. Il canale attraversa ancora il paese.
La Fucina Museo conserva il maglio idraulico azionato dalla ruota esterna e la cosiddetta “tina de l’ora”: un dispositivo che sfruttava la caduta dell’acqua in un condotto chiuso per generare aria compressa per effetto venturi, convogliandola direttamente nel forno senza mantici manuali. È un sistema idropneumatico medievale, e vederlo funzionare cambia il modo in cui si pensa all’ingegneria pre-industriale. Il mulino del XV secolo accanto è ancora attivo e vende farina macinata a pietra.
L’itinerario pedonale tra le torri nobiliari superstiti (Avanzini, Rizzieri, Mendeni, Bontempi) porta alla chiesa di Santa Maria Annunciata, con affreschi del Romanino e di Giovanni Pietro da Cemmo che non ci si aspetta in un borgo così appartato. Eppure ci sono, e reggono il confronto con lavori molto più noti. Chi ha tempo può salire fino al Bosco di Quercus, con installazioni di Land Art e la scultura del gufo Rocco con panchina panoramica sulla valle.
- Come arrivare: SS42, uscita Bienno/Esine
- Parcheggio: Ampio parcheggio a ridosso del centro storico
- Durata: 2-3 ore per il giro completo incluso Bosco di Quercus
- Da non perdere: Fucina Museo (maglio idraulico funzionante), affreschi del Romanino
Gromo — Val Seriana (BG)
Gromo è il borgo delle spade. I tetti in ardesia scura e le facciate in pietra locale creano un’atmosfera compatta e severa che non ha molto di pittoresco nel senso cartolina. La prosperità storica veniva dalla forgiatura delle armi bianche, sfruttando il ferro e l’argento estratti dalle miniere dell’alta valle e l’energia idraulica del Serio. Il centro della visita è piazza Dante, con il trecentesco Palazzo Milesi che ospita il Museo delle Armi Bianche e delle Pergamene. Il Castello Ginami, in cima, è oggi un ristorante con sale affrescate visitabili su richiesta.
- Come arrivare: SP ex SS671, Val Seriana
- Parcheggio: A ridosso del borgo, accesso pedonale al centro
- Durata: 1-2 ore
- Da non perdere: Palazzo Milesi, Museo delle Armi Bianche
Sabbioneta e Castellaro Lagusello — Mantovano (MN)
Sabbioneta è un caso unico in Lombardia: una città costruita da zero nel Cinquecento secondo i canoni rinascimentali della città ideale. Vespasiano Gonzaga la progettò con strade ortogonali, palazzo ducale, palazzo giardino e il Teatro all’Antica di Vincenzo Scamozzi, il primo teatro civile stabile d’Europa. Nel quartiere ebraico si trova ancora la sinagoga. È Patrimonio UNESCO dal 2008 e rimane relativamente poco frequentata rispetto al peso storico che porta.
A pochi chilometri, sulle colline moreniche mantovane, Castellaro Lagusello sorge attorno a un piccolo lago a forma di cuore. Trattorie con tortelli di zucca e Lambrusco, nessun traffico pesante. Funziona bene come tappa pomeridiana dopo Sabbioneta.
- Sabbioneta — Durata: 2-3 ore, visita a piedi del centro storico
- Da non perdere: Teatro all’Antica, Palazzo Ducale, sinagoga
- Castellaro Lagusello: A circa 15 km da Sabbioneta, parcheggio all’ingresso del borgo
Zavattarello e Fortunago — Oltrepò Pavese (PV)
L’Oltrepò Pavese è la fascia collinare a sud del Po, in provincia di Pavia: famosa per la viticoltura, quasi sconosciuta al turismo organizzato. Zavattarello è dominato dal Castello del Verme, una fortezza in pietra arenaria ben conservata. Attorno alla rocca è tracciato il “Giro dell’Oca”, un anello escursionistico di circa trenta minuti con punti panoramici sulla vallata.
Percorrendo le strade provinciali sui crinali si raggiunge Fortunago, un avamposto rurale minuscolo con facciate in pietra a vista e vicoli in ciottolato restaurati. La chiesa di San Giorgio, al punto più elevato del paese, è il riferimento dell’itinerario pedonale. L’economia locale si regge su una filiera enogastronomica di qualità: l’agriturismo Il Melo Rosso è noto per la coltivazione della lavanda e per la cucina a chilometro zero.
- Parcheggio Zavattarello: All’ingresso del borgo, poi a piedi
- Parcheggio Fortunago: All’ingresso del paese, ascesa pedonale alla parrocchiale
- Durata combinata: Mezza giornata per entrambi i borghi
Laghi minori: dove il silenzio è garantito per regolamento
I grandi laghi lombardi hanno prezzi e folla in proporzione alla fama. I laghi minori risolvono entrambi i problemi: alcuni con divieti formali alle barche a motore, altri con ZTL attive per i veicoli terrestri. Il risultato è qualcosa di sempre più raro in Lombardia: posti d’acqua dove si sta in silenzio.
Lago di Endine — Val Cavallina (BG)
Il Lago di Endine vieta le barche a motore. Non è una raccomandazione ambientale: è un divieto permanente. Lo specchio d’acqua, quattordici chilometri di perimetro, è circondato da canneti palustri che ospitano specie di avifauna difficili da trovare nei laghi più frequentati.
Sulla sponda meridionale si trova il Castello di Monasterolo, di origini altomedievali, con il parco all’inglese progettato negli anni Trenta dalla contessa Winifred Terni de’ Gregory Taylor. Apre al pubblico solo in giornate specifiche con visita guidata: vale la pena controllare le date prima di partire. Le aree attrezzate per la balneazione sono il Parco Biali a Monasterolo (con bar e area barbecue) e la spiaggia K-Beach a Endine Gaiano.
- Come arrivare: Statale SS42
- Parcheggio A: Spinone al Lago — incrocio via Verdi/SS42 o di fronte all’ufficio postale
- Parcheggio B: Monasterolo del Castello — via Garibaldi (loc. Brione) o via Alla Fonte
- Pista ciclopedonale: 15 km pianeggianti attorno al lago
- Regola: Barche a motore vietate, divieto di campeggio libero sulle rive
Lago Moro — Val Camonica (BS)
Il Lago Moro è un piccolo lago alpino di origine glaciale, racchiuso da pareti rocciose scure nella bassa Val Camonica. Non ci sono bar, ombrelloni o musica. È un posto per stare fermi ad ascoltare.
La fragilità del sito ha spinto le amministrazioni a istituire una ZTL stagionale. Nei giorni festivi e nei weekend estivi la strada di accesso è chiusa ai veicoli privati senza pass: si lascia la macchina a valle e si sale con il bus navetta. Dal punto di fermata un sentiero sterrato pianeggiante porta all’acqua e al Centro di Documentazione locale. Fuori stagione e nei giorni feriali l’accesso è generalmente libero.
- ZTL attiva: Giorni festivi e weekend estivi, 9:00–12:30 e 13:30–19:00
- Parcheggio: Fondovalle a Corna, frazione di Darfo Boario Terme
- Bus navetta: Da Corna fino alla frazione di Capo di Lago
- A piedi: Sentiero sterrato pianeggiante dal capolinea al lago
- Consiglio: Giorni feriali fuori stagione per accesso libero in auto
Lago d’Idro e Rocca d’Anfo — Valle Sabbia (BS)
Il Lago d’Idro ha la struttura e il carattere di un fiordo: pareti rocciose che scendono direttamente nell’acqua, colore intenso che vira dal verde al blu a seconda della luce, poca riva accessibile. Lo sovrasta la Rocca d’Anfo, una delle strutture militari più articolate della Lombardia prealpina. Costruita dalla Serenissima nel Quattrocento e ampliata in epoca napoleonica, è un complesso di baluardi, casematte, cunicoli e bastioni su circa quattrocento metri di dislivello. La vista sul lago dall’alto vale interamente il tempo investito.
- Come arrivare: Strada della Valle Sabbia
- Parcheggio: In prossimità della Rocca d’Anfo
- Durata visita Rocca: Circa 4 ore — scale in pietra, cunicoli, 400 m di dislivello
- Regola: Nessuna restrizione veicolare significativa lungo la costa
Strade che hanno fatto i conti con la roccia
Alcune delle strade lombarde più interessanti non portano a un posto: sono esse stesse la destinazione. Costruite a inizio Novecento in condizioni quasi impossibili, attraversano forre, si insinuano tra pareti verticali, scavalcano laghi artificiali. Percorrerle lentamente, senza fretta di arrivare da qualche parte, è uno dei piaceri specifici del viaggio in auto in questa regione.
Orrido della Val Taleggio (BG)
Una gola naturale di circa tre chilometri scavata dal torrente Enna nella roccia calcarea della bergamasca. La strada provinciale che la attraversa fu costruita tra il 1902 e il 1910, insinuandosi tra pareti rocciose a strapiombo. In inverno le pareti si coprono di ghiaccio e formano quinte verticali imponenti. Il percorso collega la frazione di Roncaglia Entro a Sottochiesa, nel comune di Taleggio.
- Percorribile: Interamente in auto lungo la strada provinciale
- Attenzione: Carreggiata molto stretta — camper grandi e mezzi pesanti sconsigliati
- Consiglio: Percorrere di mattina presto per evitare traffico in senso opposto
- Stagione migliore: Inverno per il ghiaccio sulle pareti, autunno per i colori
Strada della Forra — Tremosine sul Garda (BS)
Scende da Pieve verso il livello del lago attraverso una spaccatura rocciosa formata dal torrente Brasa. In certi punti le pareti sono così vicine e alte da oscurare quasi completamente il cielo. Si sbuca sul Garda con una sensazione di spaesamento che dura qualche minuto prima di risolversi nella vista del lago.
- Percorribile: In auto o in moto, guida lenta obbligatoria
- Percorso: Da Pieve di Tremosine verso il lago di Garda
- Durata percorrenza: 15-20 minuti senza fretta
Valvestino (BS) e Via Mala di Scalve (BG)
La Valvestino, tra il Lago d’Idro e il Garda, è la meno conosciuta delle strade panoramiche bresciane. Il tracciato si sviluppa a mezza costa sopra il bacino artificiale del lago della Valvestino, dominato dalla diga di Ponte Cola. Curve a raggio ridotto, ponti sospesi sulle insenature del lago, assenza quasi totale di traffico. Da qui si può salire verso il Monte Comer, il Monte Pizzocolo o raggiungere l’eremo di San Valentino.
In provincia di Bergamo, la Via Mala di Scalve è il percorso storico medievale tra la Valle di Scalve e la Val Camonica, letteralmente intagliato nella roccia sopra la gola del fiume Dezzo. Il traffico automobilistico usa oggi una galleria moderna; l’antico tracciato è interamente pedonale e accessibile da Casa Cantoniera, tra Dezzo e Angolo Terme.
Nesso e il Ponte della Civera — Lago di Como (CO)
Il borgo di Nesso è tagliato in due da una gola naturale dove confluiscono i torrenti Tuf e Nosè, formando una cascata che si getta direttamente nel lago. Per vederla dall’interno si scende una scalinata fino al Ponte della Civera, un arco in pietra di origine romana che scavalca l’imboccatura della forra a pochi metri dall’acqua. Da qui parte anche un tratto della storica Strada Regia.
- Come arrivare: Sponda occidentale del Lago di Como
- A piedi: Scalinata di oltre 300 gradini fino alla forra
- Parcheggio: Problematico nei weekend lungo la statale — arrivare di mattina presto
Archeologia industriale: Crespi d’Adda, Valle delle Cartiere, Consonno
Crespi d’Adda — Capriate San Gervasio (BG)
Crespi d’Adda è il villaggio operaio più integro d’Italia e uno dei meglio conservati d’Europa. Patrimonio UNESCO dal 1995. La famiglia Crespi lo costruì a cavallo tra Ottocento e Novecento seguendo il modello urbanistico delle company town inglesi: la fabbrica tessile lungo il fiume, la villa padronale in stile neogotico, le case bifamiliari con giardino per gli operai disposte lungo assi ortogonali, le abitazioni più grandi per i dirigenti, e il cimitero monumentale con il mausoleo della famiglia in cima. L’idea sottostante era che l’armonia architettonica generasse pace sociale. Si può valutare questa logica come si vuole: il risultato fisico è qualcosa di difficile da trovare altrove.
L’itinerario si può estendere verso Trezzo sull’Adda, nel Parco Adda Nord: Leonardo da Vinci studiò questo tratto di fiume per i suoi dipinti e i trattati di ingegneria idraulica, e il paesaggio di speroni rocciosi con chiuse medievali spiega in parte perché.
- Come arrivare: Autostrada A4, uscita Capriate San Gervasio (BG)
- Parcheggio: Nelle immediate vicinanze del villaggio
- Ingresso: Percorrere le strade interne è gratuito; alcune strutture prevedono visita guidata a pagamento
- Durata: Circa 2 ore per il giro del villaggio
Valle delle Cartiere — Toscolano Maderno (BS)
Nell’entroterra di Toscolano Maderno, sulla sponda bresciana del Garda, la Valle delle Cartiere è uno dei siti di archeologia industriale più suggestivi del nord Italia. A partire dal XIV secolo, sfruttando la forza motrice del torrente Toscolano, la valle divenne uno dei principali centri di produzione della carta della Repubblica di Venezia. Oggi la gola è percorsa da sentieri pedonali pianeggianti che costeggiano i resti dei vecchi complessi produttivi, in parte inglobati dalla vegetazione, fino al Museo della Carta ospitato nell’antico polo di Maina Inferiore. Funziona bene in ogni stagione, con bambini al seguito o senza.
- Come arrivare: Sponda bresciana del Lago di Garda, Toscolano Maderno
- Percorso: Sentieri pedonali pianeggianti lungo il torrente
- Da non perdere: Museo della Carta a Maina Inferiore
Consonno — Olginate (LC)
Negli anni Sessanta l’imprenditore Mario Bagno comprò il borgo agricolo di Consonno, demolì le case in pietra preesistenti e ci costruì una Las Vegas della Brianza: centro commerciale con minareto, hotel di lusso, sale da ballo e un trenino panoramico. A metà degli anni Settanta una frana distrusse l’unica strada di collegamento. Il progetto si fermò lì. Oggi Consonno è coperta da vegetazione e murales. Le architetture eclettiche in cemento armato emergono dalla natura in un contrasto che non richiede commenti.
- Accesso: Strada interrotta a ridosso del colle — parcheggio a valle, poi a piedi
- Durata: 1-2 ore per esplorare il sito
- Nota: Meta frequentata dagli appassionati di urbex; rispettare le restrizioni di accesso
Varesotto medievale: tre tappe, una giornata
Nel Varesotto, a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro, si trovano tre luoghi che coprono undici secoli di storia. Si visitano comodamente in una giornata sola partendo da Malpensa o dalla città.
Monastero di Torba (VA)
Gestito dal FAI, era un avamposto militare tardo-romano trasformato nel Medioevo in monastero benedettino. La torre in pietra conserva affreschi dell’VIII-IX secolo: figure di monache i cui volti sono stati cancellati dall’umidità nei secoli. Restano le vesti, le posture, le mani. È un dettaglio specifico che non si toglie facilmente dalla testa.
- Gestione: FAI — Fondo Ambiente Italiano
- Parcheggio: Interno, gestito dal FAI
- Ingresso: A pagamento (gratuito per i soci FAI)
Castelseprio (VA)
Nel parco di Castelseprio, la piccola chiesa di Santa Maria Foris Portas conserva un ciclo di affreschi altomedievali di scuola bizantina scoperti solo nel 1944. La qualità pittorica è tale che gli storici dell’arte hanno discusso per decenni sulla datazione, spostandola avanti e indietro di secoli senza trovare un accordo definitivo.
Castiglione Olona (VA)
Fu ricostruita nel Quattrocento dal cardinale Branda Castiglioni che importò dalla Toscana gli artisti della propria cerchia. D’Annunzio la definì “un’isola di Toscana in Lombardia”. La Collegiata, su un colle panoramico, conserva affreschi di Masolino da Panicale tra i capolavori assoluti del primo Rinascimento italiano. I turisti sono pochissimi. L’ingresso è a pagamento e vale ogni centesimo.
Altre tappe che non trovano posto nelle guide
L’Abbazia di Morimondo (MI), fondata nel XII secolo da monaci cistercensi francesi, è nascosta nel Parco Agricolo Sud alle porte di Milano. L’architettura è gotica e quasi priva di decorazioni pittoriche. I cistercensi non ammettevano affreschi: era una questione di regola, non di mancanza di mezzi. Le cascine adiacenti ospitano relais e attività di erboristeria monastica. Ci si arriva in auto; il parcheggio è a pagamento vicino all’abbazia.
San Pellegrino Terme (BG), al centro della Val Brembana, ha uno dei patrimoni Liberty più integri d’Italia. Il Grand Hotel, il Casinò Municipale e lo stabilimento termale furono costruiti nei primi anni del Novecento quando la città era meta dell’aristocrazia internazionale. Tutto è rimasto più o meno così. L’architettura floreale immersa nello scenario montano severo è un contrasto difficile da trovare altrove in Lombardia. Passa sulla stessa strada per Cornello dei Tasso: vale la sosta.
Per chi vuole spingersi nell’Appennino Pavese, l’Abbazia di Sant’Alberto di Butrio (PV) si trova in una gola boscosa isolata. Questo complesso monastico medievale ha ospitato, secondo la tradizione locale, Federico Barbarossa e Dante Alighieri. Conserva un silenzio protetto dalla fitta vegetazione che non richiede spiegazioni.
Nel Bresciano, il Laghetto di Bongi si trova in un vallone isolato della Valle delle Fate. Al di là del nome, ospita un antico forno fusorio per il ferro attivo fino all’epoca austriaca, una grotta usata dai partigiani e un habitat forestale con concentrazioni stagionali di migliaia di farfalle.
Da dove ritirare l’auto per esplorare la Lombardia
L’aeroporto da scegliere dipende da dove si vuole arrivare.
Malpensa serve il settore ovest: Varesotto, Milanese, laghi di Como e Maggiore. Il noleggio auto a Malpensa è la partenza più diretta per il Monastero di Torba, Castelseprio, Castiglione Olona e l’Abbazia di Morimondo. Il desk Autovia si trova nei pressi del Terminal 1 con navetta gratuita disponibile.
Linate accorcia i tempi verso l’hinterland est. Con il noleggio auto a Linate, la zona di Crespi d’Adda e la Valle delle Cartiere sul Garda sono raggiungibili senza attraversare tutta la città.
Orio al Serio a Bergamo è la base naturale per le valli bergamasche e bresciane. Dal noleggio auto a Bergamo aeroporto, la Val Brembana con Cornello dei Tasso e San Pellegrino Terme, la Val Seriana con Gromo, la Val Cavallina con il Lago di Endine e la Val Camonica con Bienno e il Lago Moro sono tutte sotto l’ora di guida.
Per chi arriva in treno, la sede di noleggio auto a Milano Centrale permette di ritirare il veicolo direttamente in stazione e partire senza trasferimenti. Per itinerari che toccano più province conviene consultare anche la guida alle escursioni in Lombardia con rifugio e parcheggio già disponibile sul sito.
Prima di partire, il Web Check-in online di Autovia permette di precompilare i dati del conducente e ridurre i tempi al banco al ritiro.
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Domande frequenti sui posti da visitare in Lombardia
Quali sono i posti da visitare in Lombardia lontani dal turismo di massa?
Tra i luoghi meno frequentati spiccano Cornello dei Tasso in Val Brembana (BG), il borgo medievale legato alle origini delle poste europee; Bienno in Val Camonica (BS), con la fucina-museo idraulica ancora funzionante; Crespi d’Adda (BG), villaggio operaio UNESCO tra i meglio conservati d’Europa; il Lago di Endine (BG), dove le barche a motore sono vietate; Sabbioneta (MN), città ideale rinascimentale patrimonio UNESCO; e il complesso Monastero di Torba, Castelseprio, Castiglione Olona nel Varesotto. Tutti richiedono l’auto per essere raggiunti agevolmente.
Il Lago Moro è accessibile in auto?
Nei giorni festivi e nei weekend estivi, l’accesso in auto al Lago Moro (BS) è limitato dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 19:00 per i veicoli privi di pass. I visitatori parcheggiano a Corna, frazione di Darfo Boario Terme, e raggiungono il lago con il bus navetta fino a Capo di Lago. Nei giorni feriali e fuori stagione l’accesso è generalmente libero.
Da quale aeroporto conviene partire per visitare le valli bergamasche?
L’aeroporto di Bergamo (Orio al Serio) è la base più comoda per la Val Brembana, la Val Seriana, la Val Cavallina e la Val Camonica. Da qui Cornello dei Tasso, San Pellegrino Terme, Gromo, il Lago di Endine e Bienno sono tutti raggiungibili in meno di un’ora. Per il Varesotto conviene Malpensa; per Crespi d’Adda e la zona est di Milano, Linate è la scelta più diretta.
Quanto tempo serve per visitare Crespi d’Adda?
La visita pedonale al villaggio UNESCO di Crespi d’Adda richiede in media due ore. Percorrere le strade interne è gratuito; alcune strutture prevedono ingresso guidato a pagamento. Si arriva dall’autostrada A4, uscita Capriate San Gervasio (BG). La visita può estendersi verso Trezzo sull’Adda e il Parco Adda Nord.
In quale stagione è meglio visitare la Lombardia meno conosciuta?
Aprile-maggio e settembre-ottobre sono le finestre migliori per borghi e laghi minori: temperature miti, pochi turisti, paesaggio ai massimi livelli. L’estate è la stagione giusta per i laghi, ma richiede attenzione alle restrizioni stagionali come la ZTL del Lago Moro. Le strade delle forre sono percorribili tutto l’anno; in inverno alcune province richiedono catene o pneumatici da neve, e il ghiaccio nelle gole rende il paesaggio particolarmente scenografico.
